La meravigliosa storia di Paola

Chissà se la stampa libera se ne occuperà

 

 

Ieri sera il  TG1 ha raccontato una storia meravigliosa. La signora intervistata è la mamma di Paola, una giovane donna morta da poco dopo aver trascorso 37 anni in stato vegetativo, lo stesso stato di Eluana. Qui però la storia ha un finale diverso, perché la famiglia non rifiuta il dolore ma lo accoglie; i familiari si stringono intorno a Paola facendo i salti mortali per donarle una vita viva, gioiosa, intensa. Non ho alcuna intenzione di fare paragoni moralistici con gli Englaro, non ho vissuto esperienze simili sulla mia pelle per cui lungi da me le predichette da sacrestano; quello che mi ha colpito è però l’abissale differenza negli sguardi: gli occhi della mamma di Paola hanno una lucentezza, una serenità, una pace che in quelli tristi e disperati di Beppino non ho visto mai.

 

A lui è stata concessa la cittadinanza onoraria di Firenze e si è chiesto a gran voce il conferimento della medaglia al valore civile; niente di tutto ciò, ne sono certissimo, sarà riservato alla mamma di Paola, né cittadinanze né inviti nei migliori salotti TV. Questa discriminazione può farci comprensibilmente indignare e ci mancherebbe. Ma la profonda ironia di tutto ciò è che proprio in nell’ingiusta differenza di trattamento, nell’umile solitudine della famiglia durata 37 anni, nel silenzio imbarazzato che calerà su di loro un attimo dopo la fine del TG1, è qui che sta il sapore vero del loro gesto d’amore. Un amore che non trae la propria (r)esistenza dai rifettori esterni ma dallo scoprire ogni Uomo – sano o no – come fragile creatura, continuo mendicante di tenerezza e di cura gratuita.

 

L’oste

 

La meravigliosa storia di Paolaultima modifica: 2009-10-16T07:30:00+02:00da osteriavolante
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17 pensieri su “La meravigliosa storia di Paola

  1. Riportato anche sul mio post.

    Caro, caro il mio oste preferito, tu sai che in materia politica, finanziaria ecc… non sono molto preparata, ma so capire almeno quando c’è una crisi in corso o le cose non vanno bene in Italia e nel mondo.
    Proprio per questo preferisco postare poesie e sculture, che mi riescono meglio, ma ogni tanto, quando in giro trovo degli articoli come questo, scritti da persone più competenti di me… li voglio pubblicare e sai perché?
    Perché dai vostri commenti, anche con divergenze di opinioni, possiamo ricostruire la realtà dei fatti e io mi erudisco sempre di più.
    Furbina vero?
    Però le maniche se le dovrebbero rimboccare che gestisce tutto il sistema, ti pare?
    Un abbraccio.
    Nadia

  2. In risposta a questo tuo post, caro Oste, sono d’accordo con te, lo sono sempre stata, se ti ricordi e ho scritto anche troppo sull’argomento Englaro.
    Ecco… questi sono gli argomenti di cui preferisco parlare, piuttosto che di finanziaria o politica… argomenti che partono dal cuore, dalla sensibilità e non da freddi calcoli monetari. A quella mamma andrebbe fatto un monumento, in mezzo alla piazza e che sia di monito a tutti!
    Un abbraccio.
    Nadia

  3. Sono queste le notizie che danno speranza! Che quando guardi il servizio pensi: allora se succedesse a me potrei farcela pure io. (Nel periodo in cui Eluana moriva tutti dicevano: se succedesse a me chissà cosa avrei fatto…)
    E quei numeri del superenalotto là sotto mi suggeriscono anche un’altra cosa: quando ci sono queste disgrazie giusto se vinci alla lotteria e c’hai i soldi te la cavi, visto che la malattia, la povertà, il disagio stanno diventando sempre più un problema personale in cui la società semplicemente ti dice “veditela tu”.

  4. ti lascerò una citazione dal libro di Orwell “la fattoria degli animali”

    “tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri”

    su questo argomento preferisco non dire nulla perchè non avendolo provato sulla mia pelle sarenne inutile dire qualcosa…ti auguro un buon fine settimana Oste

  5. @ Mr.Pokoto
    Mi ha fatto lo stesso effetto: è questa la “testimonianza”, una storia concreta che ti incoraggia e ti dice “quello in cui credi è difficile ma ce la si piò fare!”

    @ Claudio
    Sì la copertura mediatica è enormemente diversa perchè questa storia è troppo imbarazzante per l’ortodossia radicale

    @ Paolo
    Pienamente d’accordo e qusta storia lo concretizza pienamente

    @ Leopoldo Bloom
    Eh già, hai trovato la citazione più calzante. Proprio vero. Buon week end anche a te!

    L’oste

  6. Caro Oste, ma lo sai che è proprio quello che avevo sempre notato e che mi ha sempre colpito della vicenda di Eluana…gli occhi del padre…occhi spenti, freddi. La mamma di Paola ha occhi dolci e sereni, occhi – specchio dell’anima – che sanno di aver fatto tutto il possibile per quella figliola, ma soprattutto di averla veramente AMATA. Sta a tutti noi far veicolare queste testimonianze di vero amore, e tu sei veramente in gamba in questo, grazie! Buon fine settimana

  7. Ciao Oste,
    voglio ribadire fino all’infinito, che se ami non puoi uccidere e il fatto che parlino di “aiuto” per mascherare l’uccisione, è puro egoismo e magari anche stanchezza fisica e psicologica, in certi casi.
    E poi… la Fede, la Fede dà la forza e la serenità di poter affrontare certe situazioni. Spiegatemi perché, questa serenità si legge solo negli occhi di chi si affida alla misericordia divina?
    Buona Domenica carissimo!
    Un abbraccio. Nadia

  8. @ the ripper
    eh eh grazie dei complimenti! E’ vino novello appena vendemmiato!

    @ Mia
    La cosa più difficile è trovare proprio il modo di far girare queste storie: la vicenda di Eluana (o meglio, il dolore disperato di Beppino) ha tartassato tutti noi per mesi e mesi mentre queste altre notizie vivono per un minuto e mezzo (la durata del servizio) e poi…puff. A meno così sembra, perchè poi sappiamo che il Bene trova sempre il modo di farsi strada. Serve solo pazienza, speranza e coraggio. Buona domenica!

    @ Nadia
    sottoscrivo appieno ogni tua parola. Buona domenica!

    L’oste

  9. le due storie messe a confronto servono per farci riflettere ed educare ad un giudizio.
    dobbiamo insistere. Però anche la istituzioni ecclesiastiche devono fare la loro parte.
    (nelle scuole, negli oratori, nelle chiese) Oggi per es. alla S. Messa nessuno ha parlato dei crocifissi in somalia e di questa storia. Bisogna scendere nel concreto.
    grazie sempre
    luisa

  10. Purtroppo, per triste esperienza,conosco queste situazioni e penso che facciano parte della sfera dei sentimenti strettamente personali, il gran parlare su questo o su quello lo trovo perfettamente inutile e talvolta pieno di ipocrisia. Credo debba servire una legge chiara che prenda in seria considerazione la possibilita’ di trattare la materia.
    Non mi e’ piaciuto il modo in cui il sig. Englaro ha reso publici i propri sentimenti. Forse li condivido ma non posso negare che ogni volta che ci penso mi si riempa la mente di numerosi interrogativi ai quali e’ difficilissimo dare risposte immediate specialmente da parte di chi non ha mai vissuto certe tragedie. Un saluto da “billiconedi”

  11. Grande, veramente grande! Grazie per avrci insegnato cosa significa amare e sacrificarsi per gli altri. I premi, le cittadinanze, i salotti tv… se li tenessero gli altri. La storia è intrecciata da persone semplici come queste…grazie

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