Un domandone

Non ci dormo la notte…

 

C’è una domanda angosciosa che mi frulla nella testa, togliendomi il sonno in queste afose notti di prima estate.  Se vado al supermercato e compro una lattina di birra (33ml) costa più o meno 0,80 euro. E non è annacquata. Se però vado al pub la stessa birra – la maggior parte delle volte annacquata dietro il bancone – mi costa invece 5,5 euro. Ben 7 volte di più. Se vado al supermercato a compro una bottiglia di vino discreto mi costa 5-6 euro. Se la stessa bottiglia la ordino al ristorante mi fanno pagare tra i 15 e i 25 euro. Praticamente tre-quattro volte tanto.  

Considerando che a differenza del pesce e della carne né la birra né il vino hanno bisogno di essere “cucinati” – fino a prova contraria non li fa il pub ma il vignaiolo che cura la vite e l’enologo che esalta la qualità dell’uva con competenza e pazienza – e che il ristoratore si limita ad ordinare un prodotto già pronto, come fa a quintuplicarsi il prezzo?? Sì lo so, sembro Alessandro Di Pietro di “Occhio alla Spesa” ma ogni tanto un comizio in cui proclamare con foga civiche orazioni per il progresso della patria e la difesa dei diritti umani ci vuole! Se non altro per darsi un tono e sembrare un po’ importanti..

.L’arcano è stato finalmente svelato: nel commento n.4 c’è la risposta! 

L’oste

Un domandoneultima modifica: 2009-06-29T14:51:00+02:00da osteriavolante
Reposta per primo quest’articolo

9 pensieri su “Un domandone

  1. Visto che ci sono commento pure quì; e ci mancherebbe, fa parte dl tuo lavoro, da questa domanda si vede che sei onesto…a parte gli scherzi me lo sono sempre chiesto pure io; per questo la moda degli aperitivi a me non garba troppo e qualche volta è meglio un bel picnic.

  2. Che dire Oste..è un furto (anzi una truffa perchè ci sono artifizi e raggiri :)) conclamato ma socialmente tollerato..
    Ciò non toglie che, una volta esperiti tutti i ricorsi giudiziali (Trib. App. e Cass.) potremo tranquillamente procedere ad un Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per veder accertato e dichiarato il diritto ad un equo indennizzo per tutte queste prelibate bevande vendute a prezzi oltremodo abnormi 🙂

    Buona giornata a todos

    P.s. Nico tocca uscire insieme che è un botto che non ci facciamo una seratina birra patatosa ensemble..magari sentiamo pure i Pannizzi, Le Malerbe varie, nonchè i Brunozi..insomma un botto di persone belle 😉

    Bella

    Sbèbb

  3. E’ presto detto (e mi stupisco caro Oste :-))
    Il ristoratore non compra una bottiglia di vino ma è costretto quasi sempre ad ordini molto ampi al fine di avere un prezzo vantaggioso. Nel costo della bottiglia (le regole della ristorazione prevedono infatti di moltiplicare per 3 il costo pagato) deve essere ricompreso lo stoccaggio, la percentuale delle spese di servizio (luce, gas, affitto, personale, ecc) e l’eventuale mancata vendita di una parte dell’acquistato.

    Scritto così è un po’ contorto

  4. Ah ok, ottimo a sapersi!
    Io invece pensavo che ordinandole in grande quantità si potesse arrivare ad uno sconto consistente anche per i clienti e invece il prezzo cresce per altre spese che incidono più di quanto pensassi
    Grazie della spiegazione, ora posso finalmente dormire tranquillo!

    Vedi che vantaggio a vendere piatti per lo spirito? Niente triplicazioni di prezzo ;P

    L’oste

  5. E’ chiaro che il locale ha un sacco di spese e le deve coprire. Io invece facevo tra me e me un’altra considerazione. Pensavo alle pizzerie da asporto. Oggi la maggioranza di esse ti permette di mangiare sul posto senza pagare il servizio (e infatti non fanno servizio al tavolo; devi fare tutto tu e infine sparecchiare), e in effetti sulla pizza il risparmio è notevole. Generalmente sono a conduzione familiare e non necessitano di tutte quelle condizioni, come ad esempio la presenza di servizi igienici o di altro personale, che inevitabilmente fanno lievitare i costi e di conseguenza il conto. Anche così, tutto sommato credo che nel rapporto comunque guadagnino, ma suppongo che dove guadagnano maggiormente siano le bevande. Prendi la pizza da loro e se la mangi lì, ovviamente bevi qualcosa. Partendo dall’ovvia considerazione che sarebbe alquanto inopportuno portarsi la birra da casa, te la fanno pagare circa (quasi) tre volte il prezzo che la pagheresti al supermercato. Ma anche così va bene; rispetto ad una pizzeria “regolamentare”, per una pizza e una birra si paga circa la metà

  6. Caro Oste,
    visto che mi aveva già stuzzicato il discorso sul tasso alcolico, stavolta il commento te lo lascio.
    Questo dei ricarichi è uno dei problemi più grossi per chi produce vino e per i giovani che lo vogliono consumare (molto più della paura di perdere i punti sulla patente:-P).
    Il prezzo molte volte è triplicato perché tra il produttore e il ristoratore ci si mette il rappresentante (un po’ il grossista dei mercati generali), figura alla quale ci si deve affidare soprattutto se si è piccoli e poco conosciuti (ormai il vero problema del vino non è produrlo ma venderlo…), ergo i costi di cui parla Viviana sono doppi e il prezzo del vino si triplica.
    Una lieve consolazione è che anche in Italia, piano piano, si cominciano a vedere ristoranti in cui è possibile portarsi da casa il vino da consumare durante il pasto, nei paesi Anglosassoni sono chiamati BYOW (Bring Your Own Wine) restaurant.
    Per quanto riguarda i cocktail e gli aperitivi, per mia esperienza, Roma ha molto da imparare da Torino… con 7€ hai un buffet che ti fa da cena… più conveniente e sano di qualunque fast-food!!!
    Bella

    P.S. Oste e Sbébb: per quanto riguarda l’uscita patatosa e birreggiante da martedì ci sono anch’io!

  7. Ohhhh EnoPablo!!!
    Grazie per il commento: il punto di vista dell’enologo era fondamentale per raccapezzarci un pò in questa storia di primo achito poco chiara. L’intervento di Viviana e il tuo mi hanno finalmente messo il cuore in pace ;P

    Per l’uscita ok: anche per me va bene da martedì!

    Un abbraccione

    L’oste

  8. Non sono del tutto convinto da Viviana.
    Comunque passiamo ai liquori…
    Un mio amico ha un locale molto importante, compra i liquori dove li compro io, pagandoli meno di me..
    Faccio un esempio:
    una bottiglia di Pampero anniversario, costa li sedici-diciotto euro.
    Da una bottiglia vengono fuori diciotto dosi.
    Ogni dose la fa pagare al bar 3,50 euro.
    3,50 euro per diciotto (non mi funziona il tasto uno)
    fa 63 euro. (esattamente 4 bottiglie di Pampero, ci siamo)

    ciao grande Oste…

Lascia un commento