05/11/2009
Il crocifisso è un simbolo, non un logo
Via i simboli, ci restano i loghi
La nostra mentalità commerciale e secolarizzata ha del tutto rimosso la differenza tra “logo” e “simbolo”, generando non pochi fraintendimenti anche su un campo apparentemente lontano come la laicità. La differenza è riassumibile così: il primo serve a dividere in base all’ appartenenza (dice “io sono di questo e non di quest’altro”), il secondo unisce in nome della verità universale che reca in sé. Se questo non si tiene in considerazione, si finisce per confondere il crocifisso con un logo (il logo di una religione chiamata cristianesimo) e trattare la laicità come un problema di concorrenza tra marchi. Ecco Qui un esempio per afferrare la differenza: questa foto è molto più di una semplice icona dell'antinazismo, è un simbolo, un segno portatore di verità tanto grandi (fratellanza tra uomini, amore per l’altro, rispetto per le diversità) da travalicare il contesto storico in cui fu scattata, per parlare a qualunque uomo di qualunque spazio e in qualunque tempo.
Se il logo divide, il simbolo unisce (anche nell’etimologia, dal greco “syn-ballo”= mettere insieme). Per questo il crocifisso non è il logo del Cristianesimo ma un simbolo dell’umanità: non dice “questo spazio è della Chiesa Cattolica” ma “io sono Uomo e racconto la tua storia, mi metto tuo servizio per stimolare la tua interiorità”. Non è lì per dividere in credenti e atei ma per raccontare i tratti profondi che accomunano gli uomini di ogni latitudine: l'esperienza della fragilità, dell'ingiustizia, ma anche l'ansia per ciò che non passa, la forza dell'amore che vince la sofferenza, il coraggio del perdono, la bellezza della Vita. Racconta la voglia matta dell’Uomo per scoprire la sua origine, la voglia matta di capire chi l’abbia messo al mondo e perché. In effetti racconta troppe cose e non si sa mai quali porte del cuore e della mente possa aprire. Meglio toglierlo e sostituirlo con qualcosa di più innocuo. Non sia mai che al bambino, incrociando lo sguardo di quell'uomo appeso, possa sorgere il dubbio (il dubbio, nemmeno la certezza) che la Vita non finisca con la morte.
L’oste

07:30
Scritto da : osteriavolante
in 3- cristianesimo, 3- laicità | Link permanente | Commenti (9)
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| Tag: laicità, corte strasburgo, unione europea, cristianesimo, chiesa cattolica, secolarizzazione, laicismo, europa chiesa, voegelin | OKNOtizie |
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per quanto riguarda il trasloco della famigerata europea capitale, e vero, all'ombra dei sette colli sarebbe molto più serena, ma è davvero triste questa storia, e la negazione della propria origine, perche anche la cultura laica, o laicista o non so, e nata in una cultura cattolica, dagli spazi di liberta del cattolicesimo, e ora rivendica tutto, anche il dovere di impedire al bambino di cui parli di "pensare"...
Si mormora in giro che solerti agenzie di comunicazione intendano sostituire al crocefisso il marchio dello sponsor della scuola...
Scritto da : parlacomeme | 05/11/2009
oste, no.
non è vero.
per una grande parte degli italiani (anzi: di chi utilizza legittimamente la cosa pubblica e quindi stranieri compresi) il crocifisso è semplicemnteil simbolo del cristianesimo. Per alcuni, addirittura, è il segno dell'occupazione della spazio pubblico da parte della Chiesa, per altri può essere fastidioso.
Il punto fondamentale è che cosa rappresenti il crocifisso per ME lo decido IO e non altri.
e ribadisco che lo stesso discorso varrebbe per la mezzaluna islamica nel piccolo comune abitato esclusivamente da islamici. Che ben potrebbero dire che la mezzaluna rappresenta etc etc, tanto - soprattutto in ambito religioso, e cioè in un ambito astratto per definizione - nessuno può portare dati di fatto per dire esiste il mio Dio o il tuo, Gesù è Figlio di Dio o Maomentto è il Profeta.
E concludo affermando che il dubbio escatologico del bambino non deve essere influenzato dalla presenza del simbolo di una - fra le tante - dottrine escatologiche.
Scritto da : cinas | 05/11/2009
@ Cinas
Dire che il significato di un simbolo lo decidi tu mi sembra un pensiero poco sensato. Perchè allora potrei dirti che per me la svastica è simbolo di pace e di amore e nessuno può impedirmi di credere il contrario; eppure è evidente che quel simbolo (anzi, quel logo) non significhi pace e amore, è scritto in ciò che rappresenta e in ciò che vuole comunicare. Così mi sta bene che tu non creda che quello sia il Figlio di Dio ma non puoi dire che il simbolo del crocifisso non significhi amore, prossimità a chi soffre, forza del perdono: o meglio, puoi anche dirlo ma dici una cosa inesatta, inesatta razionalmente.
Il paragone con la mezzaluna non regge: la mezzaluna è un logo, così come i marchi dei partiti. La mezzaluna non trae forza significante da se stessa ma dalla religine che rappresenta: senza l'apparato di precetti dell'Islam sarebbe un segno grafico assolutamente inintelligibile. Come se facessi vedere il logo del PD ad un uomo dell'antica grecia. Per il crocifisso - così come per la foto del bimbo ebreo che ho linkato - non è così, la sua capacità di interrogare la coscienza è in sè, è nell'immagine e nei significati che evoca: un uomo con il volto mite ucciso di morte orribile. Un uomo che ha sempre amato tutti, che ha sofferto per amore degli uomini e ha persino perdonato i suoi aguzzini. Questo significato è oggettivo: il crocifisso rappresenta questo, è razionalmente incontestabile. Possiamo discutere che il suo messaggio sul paradiso sia vero, che sia poi risorto, che abbia compiuto miracoli ma che si tratti della raffigurazione di un uomo che si è speso totalmente per un messaggio di bellezza per l'uomo è innegabile.
Il fatto che continui a parlare di "influenzare il bambino" mi fa capire che vuoi guardare al simbolo (qualsiasi simbolo) sempre e solo come ad un logo, come ad un marchio che divide anzichè ad un significato che unisce. Guardi al crocifisso come ad un venditore porta a porta che cerca di convicerti a comprare un'ideologia e non un'altra , anzichè un simbolo che rappresenta l'unità degli uomini nella nudità della loro "conditio humana", nel loro laicissimo essere qui ora scaraventati in un mondo in sperimentano continua debolezzz e fame d'amore.
Ripeto l'esempio della foto linkata: ti sembra che quel bambino sponsorizzi un'ideologia? O sia invece un simbolo, un segno che unisce uomini di ogni spazio e tempo? Si può anche affermare che il significato della foto sia morte e distruzione ma in quel caso avremmo a che fare con un'osservatore con gravi problemi di interpretazione della reatà, non un martire della libertà di coscienza
L'oste
Scritto da : Osteria Volante | 05/11/2009
leggete questo racconto......molto significativo
ciaoooo
luisa
La Bibbia e la forchetta
C’era una donna alla quale era stata diagnosticata una malattia incurabile e a cui avevano dato solo tre mesi di vita. Decise allora di “mettere in ordine tutte le sue cose”. Contattò un sacerdote e lo invitò a casa sua per discutere alcuni aspetti delle sue ultime volontà. Gli disse quali canti voleva che si facessero durante il suo funerale, quali letture si dovevano tenere ed il vestito con il quale doveva essere sepolta. Chiese anche di essere seppellita tenendo in mano la sua Bibbia preferita.
Tutto era stato detto e il sacerdote se ne stava già per andare quando la donna si ricordò di qualcosa che per lei era molto importante.
- C’è ancora qualcosa - disse eccitata.
- Di che si tratta? - domandò il sacerdote.
- Questo è molto importante – rispose la donna. – Chiedo di essere sepolta con una forchetta nella mia mano destra -.
Il sacerdote rimase impassibile, guardando la donna, senza sapere cosa dire.
- La sorprende? – domandò la donna.
- Beh, per essere sincero, la cosa mi lascia perplesso – disse il sacerdote.
La donna spiegò: - Tutte le volte che ho partecipato a qualche pranzo speciale, ricordo che, dopo aver ritirato i piatti dalle pietanze, qualcuno diceva sempre: Tenete la forchetta. Era ciò che aspettavo perché sapevo che il meglio doveva ancora venire… dolce al cioccolato, marzapane… qualcosa di meraviglioso e di molto nutriente.
Desidero che la gente mi veda nella mia bara con la forchetta in mano perché si chieda: Che cosa se ne fa della forchetta? Allora lei dovrà dire: Se ne andò con la forchetta perché per lei il meglio doveva ancora venire -.
Gli occhi del sacerdote si riempirono di lacrime mentre abbracciava la donna congedandosi. Sapeva che sarebbe stata l’ ultima volta che la vedeva prima della sua morte. Sapeva tuttavia anche che la donna aveva un’ idea più bella del cielo della sua. Sapeva infatti che qualcosa di meglio stava per venire.
Durante il funerale la gente che passava davanti alla bara della defunta vide la Bibbia e la forchetta che teneva nella mano destra. Più volte il sacerdote udì ripetere la domanda: “Ma che fa con la forchetta in mano?” e più volte sorrise.
Durante l’omelia il sacerdote riferì ai presenti la conversazione tenuta con la donna poco prima di morire. Parlò loro della forchetta e di che cosa significasse per lei. Era un segno bellissimo del modo con cui la donna intendeva la sua morte.
La prossima volta che prendi in mano una forchetta non dimenticarti che il meglio deve ancora venire.
Scritto da : luisa | 05/11/2009
...mi sono dimenticata.
BELLISSIMO e per me fa molto riflettere...cerchiamo di andare oltre.
grazie sempre
ciao
luisa
Scritto da : luisa | 05/11/2009
Un significato a cui penso spesso quando vedo (o penso) il crocifisso: "l'unico modo di sconfiggere veramente il male è prenderlo su di sé, portarlo, non restituirlo".
Scritto da : poemen | 05/11/2009
Bravo Oste! Verissimo!
La croce dovrebbe essere vista da tutti come il simbolo che è: un simbolo d'Amore con la A maiuscola e tutti, islamici, shintoisti, atei, etc. ... tutti, fino ai quattro angoli della terra, conoscono questo simbolo e cosa rappresenta.
Ma difficilmente una qualsiasi raffigurazione del Cristo Crocifisso potrà mai realisticamente rappresentare la straziante e disumana agonia di un Uomo innocente – che già portava sul suo corpo i segni di una precedente flagellazione e con il capo grondante sangue per la corona di spine – condannato a morire appeso ad una croce con chiodi che gli trafiggevano mani e piedi ... per la nostra salvezza! ;)
Simpaticissimo il racconto di Luisa :)
Scritto da : Gabriella | 05/11/2009
@ Luisa
Racconto fantastico. Sto pensando di fare altrettanto quando sarà il mio turno...
@ Poemen
Più penso al crocifisso e più comprendo la grandezza del simbolo: ha significati infiniti, sempre attuali, sempre reali nel senso che sono immediatamente capaci di darti un'illuminazione inaspettata sul qui e l'ora. Oltre che ovviamente sulle grandi questioni dell'esistenza. E' un pozzo davvero infinito
@ Gabriella
Peccato che in molti non capiscano che il linguaggio dell'amore è l'unico linguaggio universale e che negare il crocifisso equivale implicitamente a negare la verità dell'amore. Peccato, non sanno quello si perdono...
L'oste
Scritto da : Osteria Volante | 06/11/2009
caro oste,
sappi che avendo inviato ad una mia amica che ha un'azienda, il tuo scritto
con realtiva immagine/simbolo, la stessa è stata appesa in bacheca dove tutti i dipendenti ed operai possono leggere e vedere.
ciaoooooooooooooooooooo
luisa
Scritto da : luisa | 11/11/2009
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