Ruby vista da De André

  Bocca di rosa

 

 

La masnada di farisei (libertinisti o iper-puritani a seconda di chi c’è da assalire) che oggi si straccia le vesti di fronte all’avvenente marocchina che ha inguaiato il Primo Ministro, e le vomita addosso qualsiasi insulto immaginabile, e istiga la gente comune a fare altrettanto (se non peggio: QUI e QUI), forse si dimentica di quando, da giovane, ai campiscuola o alla Casa del Popolo, in parrocchia come nella scuola “okkupata”, cantava a squarciagola quella canzone di De André che faceva così:

 

 

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
“il furto d’amore sarà punito-
disse- dall’ordine costituito”.

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.

Alla stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.

C’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva “Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.

Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

Ruby vista da De Andréultima modifica: 2011-03-18T09:13:00+00:00da osteriavolante
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7 pensieri su “Ruby vista da De André

  1. Ciao Viviana,
    ovviamente quando parlo di insulti mi riferisco ai due episodi linkati e alle parole di certi giornali.

    Per il resto che dire? A me pare che non siano i due anni scarsi che la separano dalla maggiore età a cambiare radicalmente le cose. Fermarsi all’età è un po’ formale, considerando che in molti Paesi si diventa maggiorenni appunto a 16 anni. Se vogliamo affrontar ela questione di petto, allora abbiano questi signori (intendo soprattutto Repubblica) il coraggio di dirci che usare la propria sessualità fuori da un contesto affettivamente significativo è sbagliato: non si nascondano dietro il cespuglio della minore età. Lo dicano forte e chiaro, e allora anch’io li appoggerò: ma dicano forte e chiaro che allora per quarant’anni hanno sbagliato, perchè fino a ieri sostenevano esattamente il contrario.

    Comunque ciò che volevo mettere in risalto era il bel verso “si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio”. E guardando in faccia Scalfari, Mauro, Augias, Flores D’Arcais e innumerevoli altri personaggi del genere non posso che dire “Cavolo se è vero!”.

    L’oste

  2. In riferimento ai principi morali di Repubblica sono d’accordo sul fatto che sono molto confusi e ondivaghi.
    Ruby resta una ragazzina anche se maggiorenne perché si comporta come tale, per questo la sua colpa è minore (non cancellata, ma minore). Peggio sta chi se ne approfitta.
    A proposito del verso che citi, ma tu hai capito che c’entra Gesù nel Tempio? Era lui che dava buoni consigli non potendo più dare cattivo esempio!?!

  3. @ Viviana
    Non penso che volesse dire quello. Il significato che ho colto è: molte persone si sentono dei Messia, pontificano come avessero ricevuto l’unzione (come fossero Gesù, appunto) ma in realtà dietro il loro moralismo c’è una ipocrisia abissale e quindi, di fatto, gente del genere “dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”. Penso fosse questo il senso, o almeno io l’ho inteso così.

    @ Leopold Bloom
    Per non parlare della libertà di stampa: un giorno ucciderebbero la madre pur di difendere il diritto di pubblicare ogni cosa, ed ecco che ora minacciano azioni legali contro chiunque mette in rete il video del bambino saccente che aprì la manifestazione del Palasharp, arringando la folla in visibilio con una tremenda orazine contro la corruzione morale della politica… A volte la realtà supera davvero la pur florida fantasia dei migliori scrittori…

    L’oste

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