Gli auguri di Silvio Pellico

150 anni di Italia unita: gli auguri di Silvio Pellico

 

 

Per brindare all’anniversario della nostra Unità, ho scelto uno spumante d’annata: un brano tratto dall’appendice de Le mie prigioni, in cui il grande patriota (cattolico) Silvio Pellico traccia le somme della propria prigionia e delle proprie idee politiche. Polemizzando non poco con gli Eugenio Scalfari di allora. Un ottimo spunto per festeggiare, e per ricordarci che il Risorgimento non fu solo quello anticristiano dei Garbaldi e dei Cavour. Auguri a tutti voi, viva l’Italia! 

 

«Fra i motivi che mi faceano  condannare le ultime rivoluzioni compiute o tentate, certamente è necessario annoverare la mia piena adesione ai principi dell’Evangelo (…). Dal punto in cui cessarono i miei dubbi intorno alla religione, e credei fermamente alla verità della fede cattolica, non potei più ammettere che l’amor della patria possa derivare altronde le sue inspirazioni che dal Cristianesimo, che vuol dire odio profondo contro l’ingiustizia congiunto all’amore del bene pubblico, ma colla ferma risoluzione di non commettere il male per la speranza di un bene. (…) Del resto, se nella mia gioventù i miei principii politici erano più esaltati, io non gli aveva mai spinti fino alla demagogia e al disprezzo di tutte le antiche leggi. Gli adepti del giacobinismo mi erano odiosi. (…) L’età, maturando le mie opinioni, le ha modificate senza mutarle nella sostanza. Nondimeno, la mia aperta riprovazione d’ogni intrigo e delle guerre civili in generale, destò ira e stupore, dopo la mia scarcerazione, in una moltitudine di sedicenti liberali. Parecchi di loro avevano la pretensione di regolare tutte le mie azioni; e ne sentiva pietà. Altri cercarono di offendermi nell’onore, rappresentandomi qual uomo avvilito dalla superstizione. I più stolidi mi diressero lettere piene d’insulti. (…) E ancora oggi, quando penso all’odio cupo e codardo di certe persone, io sento di perdonare loro quest’odio, ma il mio perdono non è scevro affatto di risentimento». 

(Silvio Pellico, Capitoli aggiunti a Le mie prigioni, Cap. IV)

 

 

Gli auguri di Silvio Pellicoultima modifica: 2011-03-15T23:00:00+00:00da osteriavolante
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4 pensieri su “Gli auguri di Silvio Pellico

  1. Auguri e buona festa a tutti gli avventori! Grazie Oste per aver rispolverato questo brano, voglio unirmi ai festeggiamenti dell’osteria ricopiando due strofe e il ritornello di un canto patriottico musicato da Lorenzo Perosi che le vecchiette del mio paese ogni tanto intonano durante le celebrazioni liturgiche.

    PIETA’ SIGNOR PEL NOSTRO PATRIO SUOLO

    Rit. DIO DI CLEMENZA, DIO SALVATOR,
    DEH, SALVA LA PATRIA NOSTRA
    PEL TUO SACRO CUOR.

    II. Pietà Signor! Per tanta cieca gente,
    che delle glorie tue scempio fa.
    Dei peccator Tu muta il cor, la mente,
    e al mondo dona pace e verità. RIT

    III. Pietà Signor! Di tanta iniqua gente,
    che il nome tuo non cessa d’insultar.
    Noi pur veniam col cor mesto, dolente,
    il tuo perdono per tutti ad implorar. RIT

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