mutismo da neolingua

Mutismo da neolingua

 

 «In neolingua solo di rado era possibile seguire un pensiero eretico spingendosi oltre la percezione che si trattava, appunto, di un pensiero eretico: oltre quel punto, le parole che sarebbero servite a esprimerlo semplicemente non esistevano»

(Orwell, 1984- appendice sulla neolingua)

 

Ieri ho fatto la terribile esperienza di quanto detto da Orwell. Stavo scrivendo un post sulle ultime di Repubblica e MicroMega quando d’un tratto mi sono mancate le parole per dire quello che nella testa avevo chiarissimo ma esprimibile solo attraverso lunghe perifrasi.

Volevo apostrofare la cricca di Scalfari & Co criticandone l’irragionevole pregiudizio antireligioso ma non avevo a disposizione altra parola se non «laico», assolutamente inadatto e fuorviante perché anche io sono laico: se l’avessi utilizzato avrei implicitamente accettato quell’irriducibile incompatibilità tra l’esser cattolico e l’essere laico che invece io stesso volevo confutare. Cercavo di colpire la bambinesca fede in un Progresso concepito in modo così superficiale che è persino imbarazzante criticare ma non trovavo altro termine se non «progressista», che paradossalmente avrebbe evocato qualcosa di estremamente positivo, quasi un complimento.

Volevo criticare la loro chiusura mentale ma non mi sovveniva altra parola all’infuori di «dogmatico» che però, usandola in questa accezione, mi avrebbe condotto ad ammettere fatalmente che qualsiasi dogmatica (e cioè l’esistenza di punti fermi indisponibili all’uomo e che precedono ogni ragionamento) è sempre sinonimo di paralisi intellettuale: grottescamente, non credendo affatto in questa equivalenza, avrei finito col negare le mie stesse premesse. Tentavo di stilettare la loro impostazione sul testamento biologico ma non sapevo come definirla se non “liberale”, aggettivo storicamente corretto ma fuorviante nell’evocazione semantica, in quanto avrebbe automaticamente connotato i nostri cari “compagni della buona morte” come guardiani di Libertà contro l’ingerenza dello Stato Etico.

Per ora non mi vengono in mente soluzioni. Ho voluto condividere con voi queste schegge, sperando magari in qualche vostro lampo di genio.

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mutismo da neolinguaultima modifica: 2009-03-05T07:30:00+00:00da osteriavolante
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25 pensieri su “mutismo da neolingua

  1. Ehm… difficile che abbia un lampo di genio… però comprendo benissimo quanto vuoi dire e ne avverto tutti i pericoli.
    Perchè, se da un lato c’è chi vuole e non ha gli strumenti per comunicare, dall’altro c’è chi, ormai dimentico, non solo delle parole e del loro significato, ma anche dei sentimenti sottesi ad esse, non riesce proprio a capire.
    Siamo destinati all’incomunicabilità?
    O c’è un linguaggio che tutti capiscono?
    Forse il linguaggio (che comprende anche l’atteggiamento e il cuore degli interlocutori) dell’accoglienza e dell’amore.

    Ciao!

  2. Non ci sono soluzioni semplici. Invertire il processo vuol dire rieducare e rieducarsi all’uso corretto delle parole. Non si fa dall’oggi al domani, occorre lavorare sulle nuove generazioni.
    Per questo occorre opporsi al monopolio dell’educazione da parte di chi già stabilisce il significato delle parole tramite giornali, libri, televisione.
    Dall’altra parte occorre fantasia e trovare parole nuove, da riempire di significato cristiano.
    Mi sembra interessante quello che ha fatto don Giussani: leggendo i suoi libri (specie quelli in cui sono riportate le sue conversazioni con i ragazzi) ho notato come scelga parole magari non molto usate od usate in altri contesti e le usi per dire quello che gli interessa comunicare. Altre parole le usa arricchendole di nuovi significati…e questo lo fa in un contesto che è “educativo”. Abitua le persone ad usare parole vecchie con significati nuovi e parole “nuove”, non ancora usate per dire certi significati.

    Resta il fatto che anche la lotta per non farsi “rubare le parole” è necessaria, ed il tuo post andrebbe stampato e fatto meditare nelle scuole! 🙂

  3. Scusate se non ho risposto prima ma sono stato tutto il giorno all’università e sono tornato adesso. Sono contento abbiate colto sia il mio stato d’animo che il contenuto oggettivo di quant’ ho detto: non era facile spiegare un’esperienza così stana di mutismo.

    Per Poemen: mi hai incuriosito e credo che per me sia giunto davvero il momento di confrontarmi con la lettura di don giussani.

    Per agapetòs: ottima idea! Credo che l’aggettivo colga bene nel segno

    Per Anna: purtroppo la lingua, manipolando i concetti, manipola anche le esperienze: per questo anche il linguaggio dell’amore e dell’accoglienza non sfugge alla furia della neolingua e verrà sempre più frainteso. Pensa al caso di Eluana: per loro era legge d’amore (e la cosa triste è che lo pensavano davvero) farla morire di fame e di sete.

    Per Cabasilas. Non smetterò mai di ringraziarti per quello che mi hai insegnato. Questo post è frutto dei tuoi insegnamenti saggi e premurosi.

    L’oste

  4. ciao oste, grazie per il post! Un consiglio, oggi all’università ho letto un volantino che pubblicizzava un libro: un vocabolario laico, da Aborto a Zapatero. Forse potrebbe esserti di aiuto. 🙂 il titolo dice tutto…
    un abbraccio

  5. Caratteristico del regime descritto da Orwell è utilizzare le parole capovolgendone la semantica. La neolingua in realtà non ha nulla di nuovo, ma appunto semplifica la lingua esistente al punto da spogliarla di concetti.
    Poiché ne siamo consapevoli, la cosa potrebbe essere contrastata a colpi di neologismi. Inventando parole nuove o espressioni che descrivano questi soggetti. Possiamo parlare di “preti del laicismo” (detta da Vittorio Sgarbi) o di “fascismo rosso” (di una personalità del mondo ebraico). Sbizzarriamoci. 😉
    Rik

  6. per l’oste:
    prima che tu ti faccia strane idee…io non sono un “esperto” di Giussani. La mia esperienza è limitata ad alcuni testi. In particolare “Si può vivere così?” ed il seguito “Si può (veramente!) vivere così?” che sono trascrizioni di catechesi fatte ad aspiranti “memores”.
    In quei testi ci sono spunti veramente interessanti ed a tratti profondissimi (non sto escludendo che ce ne siano anche nei testi che non conosco) e quindi mi sento di consigliarteli.
    Ho poi iniziato “Il senso religioso” ma ho dovuto metterlo da parte temporaneamente per impegni di lavoro. Di quest’ultimo avevo iniziato una lettura in chiave “lonerganiana”, perché fin dall’inizio del libro il tema del conoscere è centrale.
    Spero di esserti stato di aiuto.
    Buona domenica!

  7. Quest’estate ho seguito un incontro al Meetin di Rimini si parlava di queste cose, due spunti:

    “Come Magdi Allam ci insegna, ho l’impressione che ci serva una nuova parola e la parola che mi è venuta in mente è “de-assolutizzazione”. Non è una bella parola ma si avvicina molto a descrivere il fenomeno reale.”

    “Un altro è la lingua che usiamo, costruita in modo da permettermi di parlare e di dire cose che sono consentite. La lingua ha al suo interno una logica che poi alla fine mi distrugge. Molti sono gli esempi, ancora uno, uno della lingua inglese. Non so se esista la corrispondenza perfetta con l’italiano, ma negli ultimi due anni in inglese c’è una nuova frase che si è fatta strada e questa frase cerca di cancellare e abolire il futuro. La frase è: “Fare passi avanti, andare avanti” (“going forward”), e non diciamo più “Spero che le cose possano migliorare in futuro”, “Spero che le cose possano migliorare andando avanti”. È una distinzione piuttosto sottile dal punto di vista linguistico, ma dal punto di vista umano questa differenza è profonda. La frase “going forward” al posto di “in the future” implica che io questo futuro l’ho già preparato, l’ho creato. A questo punto vi invito in questo regno che ho creato, che è il futuro ma che è al contempo il mio dominio, perché l’ho creato io. L’imprevedibilità della realtà viene completamente distrutta dalla lingua: questa è l’implicazione e ci sono moltissimi altri esempi di questo tipo.”

    qui i riferimenti
    IL CRISTIANESIMO NON È UNA DOTTRINA MA UN INCONTRO: DUE GIORNALISTI SI RACCONTANO
    John Waters, Columnist Irish Times.
    http://www.meetingrimini.org/default.asp?id=673&item=4617#e4617

  8. ho appena letto il post, mi pare un discorso importante e vorrei approfondire.
    Subito, così sui due piedi mi vengono in mente i termini MATERIALISMO e NICHILISMO, da rivalutare e comprendere meglio, poi locuzioni come GUARDARE SOLO IL PROPRIO OMBELICO, per definire lo stile di vita egoista o edonista di chi cerca di soddisfare le proprie pulsioni, o meglio CONCUPISCENZE, e in generale vorrei provare a sostituire terminologie di origine psicologica, clinica o scientifica, dove sono usate fuori dal loro contesto, con termini biblici. Penso che le scritture siano una fonte abbondante di concetti espressi in termini semplici e chiari. Per esempio, partiamo dal salmo 1:
    “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli EMPI, (parola completamente fuori uso, oggi)
    non indugia nella via dei peccatori
    e non siede in compagnia degli STOLTI (in un canto diciamo anche :dei BEFFARDI)”
    Mi fermo qui, per ora.
    Forse anche leggendo encicliche e discorsi del Papa potrei trovare termini adatti, o anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, vedremo in base al tempo…

  9. Hallo webgemeinde!
    helft mir mal, ich suche florian grotehans, hab gehört das seine firmen pleite sein sollen.

    Habe vor x jahren ein handy bei einer firma von florian grotehans aus bad hersfeld gekauft. Hab grosse probleme damit und versuche den zu erreichen.

    Nun habe ich gesehen dass die pleite sein sollen:

    Geschäfts-Nr.: 11 IN 23/07 Am 26.10.2007 um 10:15 Uhr ist das Insolvenzverfahren eröffnet worden über das Vermögen der T-C-H Service GmbH & Co. KG mit Sitz in Dresden und dem Mittelpunkt der wirtschaftlichen Tätigkeit in Bad Hersfeld, Breitenstraße 37, 36251 Bad Hersfeld (AG Dresden, HRA 5714), vertr. d.: 1. TCH Vermögensverwaltungs GmbH, (persönlich haftende Gesellschafterin), vertr. d.: 1.1. Florian Grotehans, geboren 1982, Am Baumgarten 12, 36251 Bad Hersfeld, (Geschäftsführer). Insolvenzverwalter ist: Rechtsanwalt Dr. Frank Kreuznacht, Untermarkt 23, 99974 Mühlhausen, Tel.: 03601/88920, Fax: 03601/889211, E-Mail: Rechtsanwaelte@dr-wiengarten.de. Anmeldefrist: 17.12.2007.

    Erreiche da niemanden, ans Handy geht der nicht. Habe nun auch gehört das gegen den wegen Betrug ermittelt wird.

    Kann mir jemand helfen? Wie erreiche ich den?

    Danke schonmal!!

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