16/05/2011
Contrordine: le ronde sono ottime!
Contrordine compagni: le ronde sono ottime!
Ricordate le ronde? Quella norma che autorizzava i cittadini ad associarsi per sostenere gli enti pubblici nel controllo del territorio; norma che vietava a tali volontari qualsiasi potere di intervento che non fosse la semplice segnalazione al 112 o il 113? E ricordate le reazioni del mondo progressista (giornali e politici): una trovata fascista, xenofoba, un pericolo senza pari perché l’unico soggetto che deve garantire la sicurezza è lo Stato ecc. ecc.?
Ebbene, contrordine compagni! Adesso che il comune di Roma ha istituito le ronde “verdi” – “squadracce” di ecologisti con il compito di controllare che nessuno danneggi le ville pubbliche e dotati degli stessi identici poteri attribuiti alle “ronde” (telefonare alle autorità) – ecco il Corrierone nazionale parlare di… “Angeli dei parchi”! Facendolo tra l’altro in un articolo talmente benevolo nei confronti dell’amministrazione Alemanno da far sorgere il dubbio che abbiamo sbagliato giornale (QUI) .
Al progressismo va certamente riconosciuto un merito: trova sempre nuovi modi per stupire.
L’oste

08:19
Scritto da: osteriavolante
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26/04/2011
Le famiglie di Ikea
Le famiglie di Ikea...

Certo che se queste nuove “famiglie” sono solide come i vostri mobili, allora stiamo apposto…
L’oste
09:00
Scritto da: osteriavolante
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19/04/2011
Il cinque per mille per l'eutanasia
Differenze
L’otto per mille alla Chiesa Cattolica esiste affinché ogni anno migliaia di persone, che da sole non ce la farebbero più, possano continuare a vivere, possibilmnete meglio. Donne degradate, danne abbandonate, poveri, emarginati, dimenticati dall’umanità, reietti. Un esercito di maledetti a cui viene offerto un ponte per rientrare nella città dell'Uomo.
I radicali stanno tappezzando la città per rastrellare il “cinque per mille” allo scopo di finanziare progetti di eutanasia. Andare dai malati, far loro notare quanto soffrono e quanto pesano e convincerli a firmare per morire anzitempo (QUI).
La differenza è tutta qui. In fondo, proprio come durante quel Venerdì Santo di duemila anni fa, si ripropone ancora oggi l'aspra battaglia tra chi dà il sangue per la Speranza e chi si dà da fare per la disperazione.
L’oste

13:19
Scritto da: osteriavolante
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12/04/2011
La macchina del fango
A proposito della macchina del fango
Ovviamente sarà Saviano ad aprire il Festival del giornalismo di Perugia(QUI). E ovviamente lo farà con una relazione sul suo nuovo cavallo di battaglia, la c.d. “macchina del fango”, quest’entità non meglio specificata (ma espressamente collocata nel centrodestra) che avrebbe lo scopo di diffamare chiunque dica cose scomode sul nostro Paese.
Lasciamo stare il problema se la macchina del fango sia di destra o di sinistra (che mi sa tanto una domanda alla Giorgio Gaber), lasciamo stare il fatto che Saviano stia campando da anni su solo due idee (camorra e macchina del fango), lasciamo stare che anch’io vorrei essere “scomodo” se poi mi ritrovo in TV ogni settimana e Feltrinelli pubblicizza il mio DVD affiggendo il poster con la mia espressione piacente su tutte le librerie d’Italia, metà degli autobus e delle metropolitane.
Mi limito a far notare al sign. Saviano che a noi cristiani (cattolici in particolare) sono duemila anni che ci tirano addosso merda e in particolare gli ambienti che oggi lo venerano e che l’hanno portato alla ribalta sono i primi ad aver organizzato da decenni un’opera sistematica di continua diffamazione e calunnia ai nostri danni, imputandoci ogni falsità possibile con film, pseudo-saggi, pamphlet, articoli di giornali, lezioni al liceo e nelle università, accusandoci di essere nemici giurati della ragione, della scienza, della donna, che amiamo vedere la gente soffrire, che siamo la causa di ogni male su questa terra. Se davvero vuol dunque meritarsi il nobile titolo di principe delle verità scomode, faccia un cenno anche a questo problema. Altrimenti sarà difficile distinguerlo da uno dei tanti altri “fregnacciari” radical-chic che pure dice di voler combattare.
L'oste (un suo ex fan)

09:36
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07/04/2011
Scherzo da prete
Scherzo da prete
Crisi del Sacramento della Riconciliazione? Nessun problema: se l’uomo non va al confessionale, il confessionale va dall’uomo. Questo avrà pensato l’istrionico prete australiano padre Bob Maguire (QUI), che ha pensato bene di installare un casello autostradale-confessionale, in cui gli automobilisti, accostandosi, avrebbero potuto ricevere in un batter d'occhio l'assoluzione dai peccati. Per rendere più veloci le operazioni, padre Bob Maguire si era dotato persino di un comodissimo spruzzino pieno d'acqua benedetta con cui aspergere i penitenti in una frazione di secondo.
«Pesce d'Aprile, è tutto uno scherzo!» ha spiegato più tardi. Per ora, aggiungiamo noi.
L’oste
23:06
Scritto da: osteriavolante
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30/03/2011
La notte dei desideri
La notte dei desideri
Passando ore al giorno sui mezzi pubblici o viaggiando in treno, ascoltando le chiacchiere di molti impiegati quarantenni in pausa pranzo o di pur giovanissimi studenti con il vocabolario di latino sottobraccio all'uscita da scuola, ci si accorge di quanto avesse visto lungo il nostro GKC:
«Il caos attuale è dovuto a una generale dimenticanza di tutto ciò a cui originariamente gli uomini aspiravano. Nessun uomo domanda più ciò che desidera, ogni uomo chiede quello che si figura di poter ottenere. E rapidamente la gente si dimentica ciò che l'uomo voleva davvero in principio; e dopo una vita politica vivace e di successo, un uomo dimentica se stesso. Il tutto diventa uno stravagante tumulto di seconde scelte, un pandemonio di ripieghi».
(Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo)

10:48
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23/03/2011
Sono Down, ma dottoressa
Sono Down, ma da oggi chiamatemi dottoressa
«Si chiama Giusy e a 26 anni ha coronato il suo sogno laureandosi in Lettere all'Università di Palermo. Niente di strano se non fosse che la giovane palermitana è la prima ragazza affetta da sindrome di Down a diventare dottoressa. La sua specializzazione? Beni demoetnoantropologici. Un traguardo raggiunto con una votazione di 105 su 110. Ma Giusy ha dimostrato più volte la sua forza di volontà: ha infatti lavorato come tutor nella scuola elementare Montegrappa, un'esperienza che le è servita per la sua tesi: "C´è dietro un lavoro di 26 anni - dice il padre, Bernardo Spagnolo - Un lavoro che è cominciato in famiglia ed è proseguito a scuola. Siamo stati fortunati, abbiamo sempre incontrato professori disponibili e strutture adeguate. Anche all'Università, dove c´è il centro per la disabilità che ci ha dato un grande supporto. Grazie a questo lavoro di squadra, Giusi è riuscita a dimostrare che le persone con sindrome di Down possono accedere ad alti standard di studio. Lei è la prima donna in Italia. Speriamo non sia l'ultima"»
(da Cronacaqui.it)
E pensare che ogni anno, di persone come Giusy, ne vengono eliminate a centinaia prima ancora di nascere. Speriamo che il suo esempio possa aprire una breccia per tanti altri.
09:17
Scritto da: osteriavolante
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18/03/2011
Ruby vista da De André
Bocca di rosa
La masnada di farisei (libertinisti o iper-puritani a seconda di chi c'è da assalire) che oggi si straccia le vesti di fronte all’avvenente marocchina che ha inguaiato il Primo Ministro, e le vomita addosso qualsiasi insulto immaginabile, e istiga la gente comune a fare altrettanto (se non peggio: QUI e QUI), forse si dimentica di quando, da giovane, ai campiscuola o alla Casa del Popolo, in parrocchia come nella scuola “okkupata”, cantava a squarciagola quella canzone di De André che faceva così:
La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant'Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all'altro
bocca di rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all'invettiva.
Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
"il furto d'amore sarà punito-
disse- dall'ordine costituito".
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare".
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l'accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c'erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,
a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese.
C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva "Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera".
Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano.
09:13
Scritto da: osteriavolante
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15/03/2011
Gli auguri di Silvio Pellico
150 anni di Italia unita: gli auguri di Silvio Pellico
Per brindare all’anniversario della nostra Unità, ho scelto uno spumante d’annata: un brano tratto dall’appendice de Le mie prigioni, in cui il grande patriota (cattolico) Silvio Pellico traccia le somme della propria prigionia e delle proprie idee politiche. Polemizzando non poco con gli Eugenio Scalfari di allora. Un ottimo spunto per festeggiare, e per ricordarci che il Risorgimento non fu solo quello anticristiano dei Garbaldi e dei Cavour. Auguri a tutti voi, viva l’Italia!
«Fra i motivi che mi faceano condannare le ultime rivoluzioni compiute o tentate, certamente è necessario annoverare la mia piena adesione ai principi dell’Evangelo (…). Dal punto in cui cessarono i miei dubbi intorno alla religione, e credei fermamente alla verità della fede cattolica, non potei più ammettere che l’amor della patria possa derivare altronde le sue inspirazioni che dal Cristianesimo, che vuol dire odio profondo contro l’ingiustizia congiunto all’amore del bene pubblico, ma colla ferma risoluzione di non commettere il male per la speranza di un bene. (…) Del resto, se nella mia gioventù i miei principii politici erano più esaltati, io non gli aveva mai spinti fino alla demagogia e al disprezzo di tutte le antiche leggi. Gli adepti del giacobinismo mi erano odiosi. (…) L’età, maturando le mie opinioni, le ha modificate senza mutarle nella sostanza. Nondimeno, la mia aperta riprovazione d’ogni intrigo e delle guerre civili in generale, destò ira e stupore, dopo la mia scarcerazione, in una moltitudine di sedicenti liberali. Parecchi di loro avevano la pretensione di regolare tutte le mie azioni; e ne sentiva pietà. Altri cercarono di offendermi nell’onore, rappresentandomi qual uomo avvilito dalla superstizione. I più stolidi mi diressero lettere piene d’insulti. (…) E ancora oggi, quando penso all’odio cupo e codardo di certe persone, io sento di perdonare loro quest’odio, ma il mio perdono non è scevro affatto di risentimento».
(Silvio Pellico, Capitoli aggiunti a Le mie prigioni, Cap. IV)

23:00
Scritto da: osteriavolante
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08/03/2011
Mercoledì Grasso
Mercoledì Grasso
«Il legnaiolo Gesù (…) spesso, mentre i trucioli chiari e leggeri s’arricciolavano sotto il filo della pialla e la segatura pioveva in terra all’aspro ritmo della lima, dové pensare alle promesse del Padre, agli annunzi dei profeti, a un lavoro che non sarebbe stato d’assi e di regoli ma di Spirito e Verità.
Il mestiere gli insegnò che vivere significa trasformare le cose morte ed inutili in cose vive ed utili; che la materia più vile, battuta e riformata, può diventare preziosa, amica, aiutatrice degli uomini; che per salvare, insomma, bisogna mutare, e che allo stesso modo col quale si ricava da un torto toppo di ulivo, scabbioso e terroso, il letto del bambino e della sposa, si può fare del lercio argentario e della sciagurata bagascia due cittadini del Regno dei Cieli».
(Giovanni Papini, Storia di Cristo)
La Quaresima ci ricorda questo, ci propone di contemplare l’incredibile talento creativo di Colui che seppe inventarsi l’Uomo dalla nuda polvere, la Vita eterna dal sepolcro sigillato, i propri concittadini celesti dagli anfratti più disgustosi della Terra. Contemplare insomma il Carnevale di Dio, la sfilata delle sue inenarrabili meraviglie. Buon Mercoledì delle Ceneri: buon Mercoledì Grasso!
L’oste

08:15
Scritto da: osteriavolante
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03/03/2011
Il Salone del libro si dimentica di noi. Ma noi dove siamo?
Ci siamo spenti?
La mostra libraria per i 150 anni dell’Italia unita, allestita all’interno del 24° salone del libro di Torino (nel maggio prossimo), esporrà le opere letterarie e gli editori ritenuti più significativi nella storia culturale del nostro Paese dal 1861 ad oggi: Utet, Ricordi, Treves, Zanichelli, Hoepli, Laterza, Mondadori, Vallecchi, Rizzoli, Bompiani, Einaudi, Feltrinelli, Adelphi ecc. Oltre a mancare prestigiosi editori come Garzanti, Salani, Il Mulino, mancano all’appello anche gli editori di ispirazione cattolica come San Paolo, Paoline o Jaca Book (QUI).
Come mai? «Devo dire onestamente che non ci abbiamo pensato. Ma non siamo anticlericali», si è difeso il curatore della mostra Gian Arturo Ferrari. Forse voleva giustificarsi, ma in realtà non ha fatto altro che confermare quanto noi andiamo dicendo ormai da anni: a forza di appecoronarci alla moda del Tempo o, al contrario, di pensare che la cultura sia per la vita di fede un fastidioso di più, abbiamo perso il nostro sapore, la nostra unicità e dunque anche la nostra importanza.
Abbiamo smesso di creare storie, personaggi, aprire orizzonti, stimolare riflessioni degne di essere ascoltate, insomma ci siamo spenti. Ma sembra che pochi abbiano capito l’epocale posta in gioco del problema e sembra che la stragrande maggioranza (anche dei pastori) preferisca accontentarsi, a seconda dei casi, di un cristianesimo totalmente secolarizzato (e quindi non più distinguibile dal resto della massa) o di un cattolicesimo da oratorio e sacrestia. Dopo oltre cinquant’anni risuonano ancora attuali le parole di padre Gemelli: il cattolicesimo italiano ha un grande corpo, ma una piccola testa. Insomma, rischia di essere un omone dalla voce grossa ma terribilmente goffo e con ben poche cose interessanti da dire. Non certo una prospettiva esaltante...
L’oste

00:57
Scritto da: osteriavolante
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28/02/2011
Ubriachi, cercando casa
La via di casa
«Siamo nella condizione di chi è come un topo briaco. L’uomo sa bene di avere una casa, ma non conosce la dritta via per andarvi; una via che è per lui sdrucciolevole. E per certo non ci comportiamo noi diversamente in questo mondo: attentamente perseguiamo la felicità ma spesso, in verità, scegliamo male la via»
(Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury)

08:00
Scritto da: osteriavolante
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24/02/2011
Arrivederci, Rita
Arrivederci, Rita…
Carissimi avventori, è con un gran nodo alla gola che vi annuncio il ritorno della nostra amica Rita, autrice del blog "Graziella" (QUI) , alla Casa del Padre. E’ entrata in questa locanda fin dalla primissima apertura, e da subito sono rimasto ammirato dal suo stile discreto e così intimamente, autenticamente sereno (chi non la conosce trova un bel post QUI). Era da tempo malata ma qualche tempo fa ebbe a dire qualcosa che potrebbe essere il perfetto riassunto anche dello spirito di questo blog:
“Io sono contenta, perché offro al Signore non i miei dolori (che non mi costano poi troppo), ma la mia gioia e la mia letizia, che viene solo da Lui, perché, altrimenti, non ci sarebbe niente da ridere nella mia vita. Essere cristiani è una gioia immensa, non una fatica; è l'essere completamente liberi, altrimenti non mi sarei imbarcata in questa avventura che non so dove mi condurrà."
Cara Rita, ho gli occhi lucidi anche se non ti ho mai incontrata. Che sia questo il mistero della Comunione? Ad ogni modo, benché siamo un po’ tristi, oggi è un giorno di festa: lascia pertanto che a te si alzino i calici e accetta che questa commossa brigata accompagni con un sincero brindisi il tuo abbraccio col Padre. Buon ritorno a Casa, Rita. Da lassù proteggi noi, i nostri cari e guida i passi incerti di questa insegna. Ciao. Anzi, arriverci!
L’oste

23:04
Scritto da: osteriavolante
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18/02/2011
Una satira diversa
Finalmente
Cominciavo a temere seriamente che avrei fatto in tempo a morire, prima di poter vedere in TV una satira che anche solo per un attimo ritrovasse la leggerezza per prendersi gioco del sinistrismo. Ma per fortuna ogni tanto qualcosa esce dagli schemi, ed ecco che ci scappa persino uno sketch del genere. E finalmente si ride anche noi. Magari sarà solo una meteora, non importa: intanto ce la godiamo tutto (anche se il nostro stupore la dice lunga su quanto una certa mentalità sia penetrata nelle nostre teste e nelle nostre coscienze). Cin cin!
L'oste
08:30
Scritto da: osteriavolante
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15/02/2011
L'uomo mezzo
L'uomo-mezzo
«Agisci in modo da trattare l'uomo così in te come negli altri sempre come fine, mai solo come mezzo», affermava l’imperativo categorico del padre dell’illuminismo, Immanuel Kant. A questo solo penso, quando leggo della nuova frontiera del Regresso (QUI).
L’oste

00:06
Scritto da: osteriavolante
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